Chi emette la moneta?

A chi appartiene il valore nominale impresso sulla moneta al momento dell’emissione?
Chi se ne impossessa?
Milan – Juventus
Domenica c’è Milan – Juve a San Siro. Giocando in casa, il Milan tira a lucido lo stadio, fa curare il tappeto erboso, pubblicizza lo spettacolo su giornali e televisioni. Un dirigente va a ritirare gli 80 mila biglietti d’ingresso fatti stampare alla Tipografia Centrale. Con sua grande sorpresa, invece delle poche migliaia di euro che si aspettava di dover pagare per il semplice lavoro di stampa, si sente rivolgere dal tipografo la richiesta di pagamento del valore nominale impresso sui tagliandi: 100 euro per un biglietto di tribuna centrale coperta, 60 per la tribuna laterale, 20 per le curve.
Il Milan ha fatto tutto il lavoro, la Tipografia d’Italia vorrebbe impossessarsi del frutto di tale lavoro: l’incasso della partita.
Secondo voi, a chi dovrebbe andare l’incasso?
Sbalordito per l’assurdità della richiesta, il dirigente lascia perdere nonostante gli venga offerto di partecipare alla spartizione.
Ebbene, ciò che in questa metafora appare tanto assurdo è ancor più grave nella vita reale.
Il popolo italiano è costretto a prendere in prestito ad interesse il denaro occorrente, pagando le banconote al valore nominale impresso su di esse.
La privata Banca d’Italia emette la cartamoneta impossessandosi del valore appartenete al popolo sovrano, invece di far pagare la semplice stampa.
La popolazione fa tutto il lavoro, i Grandi Usurai si prendono l’incasso. Il Milan ha dei dirigenti onesti che non si fanno corrompere: quando troveremo noi dei politici onesti che impediscano che la più grande truffa di tutti i tempi continui a compiersi alle spalle di un popolo inconsapevole?
Brano tratto da “La Grande Truffa”.

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