Lo Stato deve battere moneta – Il Paradiso Terrestre

“Lo Stato deve battere moneta

La moneta elimina la disoccupazione

“Restiamo con il pescatore di Cabras.                                                                                               Abbiamo visto che, in assenza di denaro, lo scambio tra muggini ed energia con l’Enel si inceppa, non può avvenire per ovvi motivi. A questo punto deve intervenire lo Stato. Tra i suoi compiti, quello di gran lunga più importante è di fornire al popolo il mezzo di scambio necessario a far girare l’economia e raggiungere un dignitoso benessere.

Lo Stato deve battere moneta.

È un suo diritto/dovere.

Deve fornire al pescatore (al popolo) il mezzo di scambio per raggiungere il bene desiderato: l’energia.

Essendo solo un mezzo di scambio (il valore sta nei muggini e nell’energia), deve essere reso disponibile gratuitamente.

Come?  Immettendo  denaro nella società. Spendendo …

Lo Stato  non saprebbe che farsene dei muggini, ma può certamente comprare il lavoro degli impiegati che servono per portare avanti l’ordinaria amministrazione, degli operai che costruiscono un nuovo ponte o una autostrada, pagare i materiali di costruzione e le attrezzature di una nuova Università.

Queste retribuzioni, in mano ad operai ed impiegati, sono il “certificato del lavoro svolto” di Ezra Pound, “un titolo di richiesta per ottenere beni reali e servizi” di Gertrude Coogan, il “biglietto universale” di Joaquin Bochaca: il mezzo di scambio che fa girare l’economia.

In mano allo Stato la moneta è uno straordinario strumento di ricchezza per i popoli. Lo Stato infatti può costruire tutti gli ospedali che servono alla comunità, tutte le scuole pubbliche, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie, le autostrade, i ponti, le case da dare a riscatto alle giovani coppie che entrano nel mondo del lavoro, le case di accoglienza per anziani e i parchi pubblici, pagando con cartamoneta stampata nell’occasione in nome del popolo.

Uno Stato sovrano padrone della propria moneta può comprare tutto il lavoro che serve per far funzionare ospedali, scuole,  aeroporti, ferrovie, case di accoglienza, per la manutenzione di strade, acquedotti, giardini pubblici, parchi, foreste.

In poche parole, può eliminare la disoccupazione.  La moneta è uno strumento di benessere, nata per servire il popolo.

Noi siamo il popolo e anche i disoccupati …

La nostra mente ha inventato la moneta, ed ora i nostri rappresentantila utilizzano per arricchire coloro che ricchi lo sono già (solo materialmente, ahimè), ma non chi ne ha realmente bisogno. C’è qualcosa che non va …

Spendendo la moneta del popolo in infrastrutture e retribuzioni per i dipendenti statali, lo Stato arricchisce la comunità con le proprietà immobiliari costruite e con la liquidità immessa in circolazione.

Che sia ben chiaro, una volta per tutte: le spese di uno Stato Sovrano in infrastrutture e servizi per la popolazione non sono costi, ma ricchezza per tutti noi.

Lo Stato (sempre noi …) non deve chiedere soldi in prestito, non si indebita, non deve aspettare lo stipendio, non gli mancano mai i soldi …

Che problema c’è a stampare un certificato di un lavoro svolto ogniqualvolta  qualcuno realizzi un lavoro o esegua un servizio per la comunità?

Nessun problema, i certificati non possono mai mancare se il lavoro è stato svolto: sono una semplice formalità.

Troppo bello per essere vero?”

Sì, è tutto molto bello perché è la semplicissima verità: viviamo nel Paradiso Terrestre, ma non lo sappiamo. C’è chi fa di tutto per impedirci di saperlo.

Abbiamo inventato lo Stato per averne dei benefici, ma gli Usurai, con i loro potenti mezzi, per loro fini criminali, riescono a convincerci che la priorità è tenere i conti in ordine, pur sacrificando milioni di vite umane.

E noi, ammaliati da tanto lucido fanatismo, continuiamo ad avviarci verso il baratro senza capire. È incredibile.

La storia continua ad essere costellata di assassini eccellenti e guerre sanguinose proprio per impedire che il popolo si renda conto di vivere nel Paradiso Terrestre e pretenda ciò che gli spetta: una vita serena.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *