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PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


10/11/2017, 11:04



ANTICHI-VEDA-INDIANI


 



BRICIOLEDI SAGGEZZA VEDICA

L’esistenza umana ha come obiettivo condurre una vita semplice conpensieri elevati.


Unodeve essere più  umile del pasto e più tollerante dell’albero. 


Sideve utilizzare la ricchezza del mondo per il benessere di tutti gliesseri viventi, dal momento che è quello il progetto di MadreNatura. 


Ciòche per tutti gli esseri è notte, è il momento del risveglio per lapersona che ha il controllo di sé; e il momento del risveglio pertutti gli esseri, è notte per il saggio introspettivo.  


Ilsaggio, purificato dal fuoco della Conoscenza trascendentale,raggiunge la pace, il distacco, la tolleranza, la visione spiritualee la felicità. 


Lafinalità suprema della Conoscenza vedica consiste nell’ottenere ildistacco dalla prigionia del mondo materiale.


09/11/2017, 09:34



BEN-BERNANKE-:-NON-E’-DENARO-PROVENIENTE-DALLE-TASSE-...


 



Tratto da : "Perché le tasse non sono dovute"

 La Federal Reserve è la Banca Centraleamericana, di proprietà delle grandi dinastie di Usuraiinternazionali: Rothschild, Rockefeller, Warburg, Morgan, Lehman,Lazard, Goldman, Schiff, Loeb, Sachs, Kahn, nonché unamisteriosa Israel Seif Moses Bank of Italy della quale niente è dato sapere, e altre possibilmente entrate nei cento anni trascorsi dallasua fondazione nel 1913.

 Per andare subito al cuore del Sistema, riporto una clamorosadichiarazione (rintracciabile in Internet) del Luglio 2009 di BenBernanke, l’allora Governatore in carica della Fed. Il giornalista di"60 Minutes" della Cbs gli chiede, a proposito delle migliaia dimiliardi di dollari che la Banca Centrale americana stava dando inprestito alle banche commerciali per tentare di arginare la crisisalvando loro piuttosto che la popolazione:

 "È denaro proveniente dalle tasse quello che la Federal Reserve staspendendo?"

"Non è denaro proveniente dalle tasse ..." risponde Bernankenell’intervista, "le banche hanno un conto corrente presso la Fed,proprio come Lei ha un conto presso una banca commerciale, cosìper prestare ad una banca noi usiamo il computer per determinarel’importo del credito ... è molto più simile allo stampare denaropiuttosto che prestarlo ...". 
"Voi state stampando denaro?", interviene l’intervistatore. 
"Sì, in effetti, ed abbiamo bisogno di farlo perché la nostraeconomia ..." etc. etc.

 Quindi, mentre i politicanti nostrani (o i greci, gli spagnoli, i portoghesi ...)continuano ad aumentare il prelievo fiscale e a ripeterci che non cisono soldi per salvare noi dalla miseria e le nostre aziende dallachiusura, evocando austerity, Patto di stabilità e Spending review,sentiamo il Governatore della Banca Centrale più importante almondo dire, riferendosi a denaro prestato a banche da salvare,che:"Non è denaro proveniente dalle tasse...".
 E da dove proviene, di grazia, questo denaro? Viene forse chiesto,come si usa da noi, in prestito ai mercati

Certamente no, perché alla successiva domanda, "Voi statestampando denaro?", il Governatore risponde:"Sì, in effetti ...." 

Apprendiamo quindi dalle massime autorità in materia monetaria,Bank of England e Federal Reserve, che si può creare denaroall’istante, usando il computer, prestandolo per salvare altre bancheo per acquistare una casa, senza chiederlo ai mercati e senzadover tassare chicchessia
Il banchiere privato batte moneta senza averne titolo, mentre loStato, che a quella moneta dà valore d’autorità, preferisce chiederlain prestito ai mercati o prelevarla dalle nostre tasche. 
Chi è il vero sovrano tra Stato e banchiere?
 Ha senso tutto ciò?
 Certo. Ha uno scopo ben preciso, quantunque pubblicamenteinconfessabile: permettere, con la complicità dell’intera classepolitica, maggioranza e opposizione, il dominio dei Grandi Usuraisulle popolazioni. 

Creando con le tasse un debito (fittizio, come già fanno intuire ledichiarazioni appena lette e come dimostreremo) estinguibileunicamente con la valuta ufficiale, i politicanti conseguono il loroobiettivo: quello di obbligare i cittadini a procurarsi tale monetalavorando o prendendola in prestito dal banchiere emittente, lorocomplice.In assenza di tasse, non saremmo obbligati a correr dietro allamoneta imposta come valuta ufficiale. La conclusione, ovvia manon dichiarata, è che la vera funzione tecnica delle tasse è quella didare validità alla moneta privata.Questa è una prima verità, peraltro nota agli addetti ai lavori e giàanticipataci da uno dei maggiori filosofi tedeschi oltre duecento annior sono nella sua opera più importante:

 "Lo Stato preleva le sue imposte in denaro per assicurare validitàalla moneta territoriale."      Johann G. Fichte, "Lo Stato commerciale chiuso", anno 1800

 I politicanti, dopo averci obbligato a procurarcela e versarla, conuna infinità di balzelli, allo Stato che ne "riconosce" il valoreaccettandola, la restituiscono con gli interessi al banchiere.In questo modo i Grandi Usurai internazionali che controllano ilSistema Bancario, vivono di rendita, da parassiti, del nostro lavoro.  Accumulando immense fortune personali e gestendo la moneta el’informazione in regime di monopolio, controllano le popolazionimondiali attraverso governi, eserciti e multinazionali.
 Per loro esclusivo vantaggio o in favore di poteri ancora superiori?
 I punti di vista sono molteplici e dare una risposta certa è alquantodifficile.Quel che è certo è che la moneta, che pure ci appartiene, vieneusato come strumento di controllo su di noi, e che la reale funzionedelle tasse è quella di impoverirci per limitare la nostra libertà:confinarci dentro un recinto per controllarci nel corpo e nella mente. 

Se quindi non è più una ricevuta di un valore depositato (oro, nelGold Standard), che cos’è oggi la moneta?
 La moneta convenzionale attualmente in uso è un semplicedocumento contabile per redigere il quale bastano carta e penna(come confermato dalla Bank of England) o digitare degli input inun computer (lo dice Ben Bernanke). 
Serve a misurare, contabilizzare, monetizzare (manifestare in unsimbolo monetario) il valore di beni reali e servizi; a tenereaggiornata in tempo reale la contabilità tra chi deve dare e chi deveavere all’interno della comunità. Debiti e crediti tra i partecipantiagli scambi di beni e servizi si compensano all’interno dellacomunità grazie all’intermediazione di tale documento contabile(altrimenti chiamato denaro) che unicamente lo Stato che gli dàvalore può emettere, a costo zero, in nostra rappresentanza.Senza alcuna necessità di chiedere fantomatici prestiti a banchieriprivati o ai mercati.

 "Pensa all’economia di mercato come ad un giuoco di mettere eprendere. Ciascun partecipante prende beni e servizi dal mercato, eognuno mette beni e servizi. La moneta, in realtà, è solo un mododi tenere i conti. Quando tu prendi qualcosa dal mercato(comprando), offri denaro in pagamento. Quando metti qualcosadentro il mercato (vendendo), ricevi del denaro come pagamento.Stando così le cose, coloro che mettono più valore dentrol’economia (vendendo) ricevono, nel tempo, più denaro. 
Il denaro, quindi, è un sistema contabile."
                                                                                          Thomas Greco  

Ciascuno di noi può mettere e prendere nella comunità ciò cheproduce, che sia un bene reale o un servizio. Con il baratto dei benilo scambio si concludeva contestualmente, perché ognuno ricevevaun bene reale. Ma, essendo ben noti i limiti del baratto, si è dovutoricorrere all’intermediazione di un sistema contabile che permette ditenere aperto lo scambio e concluderlo in un momento successivo.Io immetto nel mercato una bottiglia di vino (vendendo), e prendoin cambio, invece di un bene reale, un documento contabile chedice: Paolo ha ceduto una merce alla comunità senza aver presoniente in cambio. Vanta un credito che può riscuotere tra unasettimana, un mese o un anno, alla presentazione di tale attestatodel credito. Il baratto si può considerare concluso quando tuttiavranno in mano dei beni reali, non un biglietto di carta. 
Questa è la reale funzione della moneta. È un documento diintermediazione contabile, il riconoscimento di un debito/credito,che permette di spostare nel tempo la conclusione dello scambio. 

" ... il denaro è una forma di debito/credito ... il denaro non è altroche un debito della comunità verso il detentore, pagabilenella forma di beni autentici secondo la sua scelta ..."                             James Barnes, 1944 

Il valore nominale impresso sulla cartamoneta esprime la misuradel potere d’acquisto incorporato, trasformando il denaro in uncontenitore di valore utilizzabile in qualsiasi momento per prenderedal mercato, dopo avervi immesso il frutto del proprio lavoro, ilfrutto del lavoro altrui. 

"Ciò di cui abbiamo bisogno ... è un "contenitore" che dia ai conti siail tempo che l’opportunità di andare in pareggio. Tutto ciò richiedeuna volontà di aspettare e una volontà di avere fiducia. In pocheparole, i membri di una comunità commerciale devono avere lavolontà di farsi "credito" l’un l’altro." 
                                                                                                        Thomas Greco

 La moneta si basa sulla fiducia e sul credito reciproco che i membridella comunità si fanno l’un l’altro, momentaneamente accettando,in cambio di beni reali e servizi, un biglietto di carta. La fiducia e ilcredito reciproco permettono la compensazione di debiti e crediti inun tempo dilatato, al contrario di ciò che avviene, all’istante, col baratto di beni. A tal scopo ci mettiamo d’accordo di accettare comemezzo di scambio universalmente riconosciuto un determinatosimbolo cartaceo. 
Dal momento che il valore monetario trova origine all’interno dellacomunità che lo crea per convenzione, solo lo Stato può emetteredenaro in nostra rappresentanza. In realtà avviene che, invece diuna moneta pubblica (di proprietà popolare) ad uso privato,prodotta a costo zero, venga emessa una moneta privata ad usopubblico, garantita dallo Stato (noi) ma di proprietà dei banchieriprivati, ceduta in prestito ad interesse alla popolazione. La suddettaprassi origina un Debito Pubblico inestinguibile, per far fronte alquale viene imposto al contribuente un crescente prelievo fiscale.Questa truffa, scientemente perpetrata ai nostri danni dallacomplicità tra banchieri privati e classe politica governante, èall’ origine della miseria e della sofferenza oggi dilaganti. 
Lo Stato Deve Battere Moneta: Biglietti di Stato di proprietà delpopolo (non note del banco emesse dal nulla, senza averne titolo,dalla banca privata), stampati a costo zero, d’autorità  (garantitidalla certezza del Diritto), per retribuire tutti coloro che eseguonoun lavoro a beneficio della comunità, e coprire ogni costo della suaordinaria amministrazione. Se ogni costo viene coperto con fiatmoney creata all’istante a tal scopo, per quale motivo dovrebbe laclasse politica pretendere denaro dai propri cittadini? Dove va afinire il denaro illegittimamente prelevato, se ogni spesa è giàcoperta? 
Le tasse sono un inganno, un furto legalizzato furbescamenterealizzato ai danni di popolazioni ingenue, appositamente tenuteignoranti in materia monetaria. Quantunque reso legale, sempre difurto si tratta. 

 I tempi sono ormai maturi perché la verità delle tasse non dovuteemerga, e alcuni importanti messaggi arrivati ultimamente daiPoteri forti che governano il mondo fanno presagire cambiamentipiù o meno imminenti (i loro tempi sono molto più dilatati dei nostri...) nell’organizzazione sociale. Creare una coscienza della grandetruffa dell’emissione monetaria da parte di banchieri privati che nonhanno nessun titolo per emettere moneta, è il primo passo verso una presa di posizione consapevole e coraggiosa per opporci con ifatti ad una frode ormai palese. Tanti i milioni di vite umanesacrificate e troppa sofferenza da troppi anni: è ora di fermarequesta barbarie.
 Un sano impulso di umana dignità: ecco ciò che ci vuole peropporsi, in piedi e a viso aperto, a quei Poteri, ormai facilmenteidentificabili, che, con la complicità delle classi politiche, esercitanoil loro dominio sulle popolazioni mondiali attraverso lo strumentomonetario e il prelievo fiscale.
06/11/2017, 10:42



GIACINTO-AURITI:-LA-PROPRIETA’-POPOLARE-DELLA-MONETA


 



























GIACINTOAURITI
 
Quellodi voler ribadire in ogni occasione l’importanza del concetto diproprietà popolare della moneta è uno dei grandi meritiriconosciuti all’opera di Giacinto Auriti a favore della giustiziasociale. In uno Stato in cui si voglia veramente (come giusto che sia) mettere il popolo e i suoi interessi alcentro dell’attenzione, la moneta legale, valuta ufficiale del Paese,non può che essere di proprietà popolare. Essendoil sistema di circolazione monetaria un SERVIZIO PUBBLICO indispensabile per il buon funzionamento dell’economia (produzione,distribuzione e consumo di beni e servizi) all’interno di unacomunità, esso non può essere gestito a scopo di lucro da degliimprenditori come un qualsiasi negotium. È una funzione diStato, un servizio al quale, in un Paese che si voglia definireavanzato e secondo ragione, il cittadino ha diritto al paridell’istruzione e dell’assistenza medica.

"Lostato concepito come servizio pubblico. La moneta concepita comeservizio pubblico."               Ezra Poundin "ABC dell’Economia", pag. 104 

Giacinto  Auriti propone giustamente, nel brano che segue, che il principio della proprietà popolare dellamoneta venga inserito nella carta costituzionale.
Aquesto proposito, sorge spontanea una domanda: Come mai questoprincipio non è già dentro la Costituzione? Come mai nella nostratanto lodata Carta Costituzionale la parola monetacompare un’unica volta all’articolo 117 ? 
Eppurefaceva parte della Costituente l’allora Governatore della Bancad’italia Luigi Einaudi. La moneta era il suo pane quotidiano, ecertamente non ignorava che non c’è libertà senza sovranitàmonetaria.

"Lasovranità consiste nel diritto di EMETTERE titoli misurati allaricchezza, cioè MONETA".                   Ezra Pound 

La Costituzione degli Stati Unitid’America già all’Art. 1 rende ben chiaro che : 

"Il Congresso avrà il potere:di battere moneta, regolarne il valore e il valore delle moneteestere, e di determinare i talloni dei pesi e delle misure"

Come mai, quasi duecento anni dopo,i membri della nostra Costituente non hanno sentito la necessità diincludere nella Costituzione un principio tanto importante? Comedobbiamo conciliare questa ingombrante assenza con la presenza nell’assemblea di Luigi Einaudi, Governatore allora in carica dellaBanca d’Italia? Non viene da pensare che fosse lì per impedire che sidefinisse chiaramente chi sia il proprietario del valore monetarioall’atto dell’emissione?

Diversamente da quanto raccontatocidalla storia ufficiale dei  Padroni della Narrazione, la veracausa della Guerra d’Indipendenza delle tredici colonie americanecontro la Madrepatria inglese pare essere stata la proibizione dicontinuare con l’emissione dei Certificati Coloniali (moneta localecreata dal nulla senza indebitarsi con chicchessia) e la chiusuradelle numerose Zecche esistenti sino al 1750, anno di chiusura diquella della Pennsylvania. É normale che appena terminata vittoriosamentela rivoluzione contro l’Inghilterra i coloni americani si sianoaffrettati a sancire nel primo articolo della nascente Costituzioneil principio per cui si erano battuti : la sovranità monetaria.

 La Costituzione italiana è invecefiglia della Seconda Guerra mondiale, che contiene molti lati oscuri, assieme a numerosi e pocoinvidiabili primati. Già l’apparentemente inspiegabilecomposizione dei due fronti opposti dà molto da pensare:Inghilterra, Francia e Stati Uniti d’America, Paesi ad economiefortemente capitalistiche, si schieravano al fianco di una UnioneSovietica comunista, nemica acerrima (almeno in teoria) della proprietà privata e delloStato borghese, che propagandava una rivoluzione bolscevica dainternazionalizzare e impiantare in ogni continente.  Seguendo la falsa pista della storia raccontataci, inglesi, francesi eamericani volevano ad ogni costo ( i GOVERNI, NON i popoli) combattere i cugini tedeschi, aiquali li univa una fitta rete di relazioni commerciali rafforzate daaccordi e trattati internazionali, oltre alle affinità di costumi,lingua e credo religioso derivanti dalla comune cultura occidentaledi origine. Tutto ciò, mentre all’interno dell’Unione Sovietica ilbolscevismo aveva chiuso le chiese cristiane, proibito l’insegnamentodi ogni fede religiosa ai bambini, dichiarato ateo il Paese e,insofferente ad ogni minimo dissenso, rinchiuso milioni di cittadini russi nei lager siberiani. 
 L’esatto opposto dei valoridemocratici che Roosvelt e Churchill, a parole,dichiaravano con grande enfasi di voler difendere. 
 Un quadro iniziale contro ognilogica, secondo i sentieri obbligati della storia ufficiale. Ma ...

"Esistonodue storie : la storia ufficiale, menzognera, che si insegna "adusum Delphini", e la storia segreta, in cui si rinvengono le verecause degli avvenimenti, una storia vergognosa."       Honorède Balzac, "Commedia umana" 

Secondo la storia segreta evergognosa in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, l’ultima sanguinosa guerra mondiale è stata una lotta titanicatra l’Alta Finanza ebraica, in difesa del proprio dominio finanziariodel mondo, e la Germania nazionalsocialista, in difesa dell’autonomia politica, economica e monetaria dell’intero Occidente cristiano.

Le grandi dinastie di banchieriinternazionali, grazie alla illimitata disponibilità di denaroderivante dalla creazione ed emissione che controllano inregime di monopolio da oltre tre secoli, riuscivano a condizionarepesantemente il potere politico in Inghilterra, Francia, Stati Unitie Unione Sovietica (il bolscevismo era una loro creatura).  
LaGermania nazionalsocialista, memore del tradimento dei banchieriebraici (reso palese dalla Dichiarazione Balfour : ne parleremo in un prossimo articolo) nella Prima Guerramondiale, e dei torti subiti col Trattato di Versailles, volevacontrastare le ambizioni di dominio mondiale dell’Alta Finanzaapolide, ergendosi a ultimo baluardo difensivo del mondo occidentale. Forti della vittoria sulla Germanianazionalsocialista, i banchieri internazionali (i Rothschild,Rockefeller, Warburg, Morgan, Schiff, Loeb e Khan i più potenti)impediscono con tutti i mezzi, leciti e non, ogni tentativo diqualsiasi Capo di Stato nei cinque continenti di rendersiindipendente dal loro Sistema monetario.
 La Costituzione italiana,redatta subito dopo la vittoria della Grande Usura apolide, nonpoteva non subire il suo invisibile ma potentissimo condizionamento,omettendo in pieno di parlare di emissione monetaria. 
 La materia è scottante e, troppospesso, chi tocca muore
 La Libia di Gheddafi e la Siria diAssad, entrambe con una Banca Centrale indipendente non associataalla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (Bank ofInternational Settlements), dovrebbero, ultime in ordine di tempo,insegnarci qualcosa. 

Torniamo al caro GiacintoAuriti, con il quale ci scusiamo per il nostro divagare, e con luiponiamoci la domanda:
Lamoneta di chi è?
Ilbrano del Professore, qui di seguito proposto quasi integralmente,toglie ogni dubbio dando una risposta certa: All’attodell’emissione la moneta nasce di proprietà dei Cittadini Italiani.

"Lamoneta come strumento di diritto sociale. 

Ildiritto sociale è quella parte dell’ordinamento in cui scopo dellanorma non è solo quello di dare tutela giuridica, ma anche ilcontenuto economico del diritto. Nonesiste ricchezza in un mondo di morti. L’uomo per il solo fatto chevive crea il valore dei beni di cui ha bisogno ed accettando lamoneta contribuisce a creare valori convenzionali a costo nullo. Quandole scuole liberali considerano lo stato di diritto come purapossibilità in astratto di tutelare un interesse a patto di averlo,ignorano del tutto il grosso problema dell’istanza sociale. Postoinfatti che il diritto come esperienza vivente è la somma di duevalori : tutela giuridica di un interesse e interesse giuridicamentetutelato, offrire al proletariato il codice civile come purapossibilità in astratto di tutelare un interesse a patto di averlo,è come dare un paio di scarpe a chi non ha piedi."

Interrompiamosolo per un attimo il brano per inserire poche righe, molto pertinenti,  del pensiero di J. G.Fichte, tratte da "Lo Stato SecondoRagione o Lo Stato Commerciale Chiuso" : 

"...destinazione dello stato è didare a ciascuno il suo... ciò che esiste sia diviso egualmente fratutti ... la parte che tocca a ciascuno è di diritto il suo;egli deve averla, se ancora non gli sia stata aggiudicata ...porre ciascuno in possesso di ciò che gli è dovuto . ..procurare a ciascuno il suo ... Ufficio dello Stato sia prima ditutto di darea ciascuno il suo, immetterlo nella sua proprietà, e poiproteggervelo." 

Tutto molto chiaro, no? Ridiamo la parola al Professore: 

"Alcittadino va attribuito ... il denaro per comprarli ( ibeni reali, NdR), evitando la pianificazione dei consumicome conseguenza della pianificazione della produzione che fino adoggi ha trasformato le società umane in allevamenti di uomini, comepolli in batteria ... Poichéla moneta nominale è di costo nullo e producibile illimitatamentepur nel rispetto della legge della necessaria rarità (per cui vasospesa l’emissione monetaria quando i prezzi tendono a coinciderecon i costi di produzione) essa va utilizzata come strumento didiritto sociale che elimina la contrapposizione tradizionale traricchi e poveri ... Ecco perchè l’utilizzazione della moneta comestrumento di diritto sociale è LA TERZA VIA. Ciò è possibile dopola scoperta scientifica del valore indotto per cui si è dimostratoche la moneta ha valore PER IL SEMPLICE FATTO CHE CI SI METTED’ACCORDO CHE LO ABBIA.Lariserva non serve.Dopol’abolizione della riserva d’oro con la fine degli accordi di BrettonWoods, il sistema monetario internazionale è diventato un giro diassegni a vuoto tra le banche centrali : carta che garantisce altracarta.Sutale premessa balza evidente che essendo la moneta di valoremeramente convenzionale come ogni unità di misura, ed essendo laconvenzione una fattispecie giuridica, la materia prima per crearemoneta è la medesima che serve a produrre fattispecie giuridiche :forma e realtà spirituale ossia simbolo e convenzione. Ognuno èinfatti disposto ad accettare moneta contro merce perché prevede didare a sua volta moneta contro merce. Perquesti motivi il Sindacato Antiusura si è reso promotoredell’inserimento nella carta costituzionale del principio dellaproprietà popolare della moneta. Posto infatti che la funzionemonetaria è parte costitutiva ed essenziale della sovranitàpolitica essa va considerata in un regime di DEMOCRAZIA INTEGRALE incui il popolo oltre alla sovranità politica ha anche la sovranitàmonetaria ossia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione. L’Art.42 della Costituzione va pertanto integrato con la seguente norma(Art. 42.bis) : "All’atto dell’emissione lamoneta nasce di proprietà dei Cittadini Italiani. Ad ogni cittadinova attribuita una quota della moneta emessa, come reddito dicittadinanza. L’emissione monetaria è competenza esclusiva del Capodello Stato. Lo Stato può trattenere all’atto dell’emissione quantonecessario per scopi di pubblica utilità." 

 Pochenote di commento finale per mettere in rilievo come nell’Art. 1 della Costituzione americana la moneta venga affiancata a "talloni deipesi e delle misure", aconferma che la moneta è una misura, una convenzione, unafattispecie giuridica, come insegnatoci dal nostro grande ProfessorAuriti. Ancora,per notare con immenso piacere nelle parole di Fichte quanto siachiaro il linguaggio di chi vuole, senza se e ma, giustizia sociale eil bene del suo prossimo e di ciascun membro di ogni comunità ingenerale.Unapresa di posizione netta, forte, chiara. Provatea cercare qualcosa di simile nelle quotidiane banalità degli odiernipoliticanti. Ma se, come siamo convinti, non sono degli idiotitotali, perché parlano sempre con lingua biforcuta?Cosa c’è dietro la nebbia che li trasforma in patologici replicantidi scontatissimi luoghi comuni? 
Chi e per quali motivi li condizionacosì pesantemente? 


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